Strategie e modelli di export: il mio intervento alla presentazione in Hoepli

Benvenuti in Hoepli, una libreria tanto storica quanto moderna, un luogo di cultura e del bello. Perché in un territorio circondato da parole scritte nasce il confronto, dal confronto nasce il bello, si sviluppa la cultura e con essa il rispetto e le competenze per cercare nuove frontiere. Queste sono le ragioni che guidano il libro che presentiamo: Strategie e modelli di export, manuale pratico per conquistare nuovi mercati, scritto con l'amico Maurizio Di Cola, commercialista ed export manager, con la prefazione di Letizia Moratti e la postfazione della giornalista economica Manuela Donghi, edito da BTT.
Un libro nato attraversando i cigni neri
Pensato e iniziato a inizio 2020, in un mondo globalizzato e non ancora così digitalizzato, è passato per la pandemia, il post pandemia e la guerra in Ucraina, con i risvolti su energia, ambiente, approvvigionamenti e inflazione. Ragione e passione, citate da Kahlil Gibran, sono timone e vele della nostra anima navigatrice. La nostra nave di esploratori italici, da Cristoforo Colombo all'Expo di Dubai, ha lasciato il porto: perché se il porto è il posto più sicuro per una nave, la nave non è stata costruita per questo.
L'export come chiave di lettura
L'export è una chiave per capire lo stato di salute delle imprese e di ciascuno Stato. Lo scenario internazionale è segnato da nuovi segnali: dalla globalizzazione al protezionismo, blocco delle filiere e delle materie prime, costi di trasporto decuplicati, ritardi, shock e incertezza. La nave Ever Given incagliata nel Canale di Suez, 400 metri e 20.000 container, registrata a Panama, gestita da una società tedesca controllata da una taiwanese, con equipaggio indiano, ha bloccato per giorni i porti di mezza Europa. Pensare a nuove rotte, a soluzioni alternative, a un disaster recovery plan e a una nuova gestione dei rischi è ormai indispensabile.
Il 2023 ha prospettive macroeconomiche deboli, ma il 2024 è previsto con diversi slanci: crescita dell'export italiano del 6,8%, con i Paesi del Golfo, Cina, India, Thailandia, Vietnam, Messico, Brasile, USA e Croazia tra le destinazioni principali, e un +10% per i beni ambientali.
Prima di tutto, una questione di cultura
Il libro affronta in primis un tema di cultura e di mindset. Per uscire dal perimetro dei confini nazionali occorre una mentalità vincente che coinvolga tutto il team: lo studio dei prodotti più idonei all'estero, la scelta dei territori, le comparazioni fiscali e doganali, lo strumento più adeguato (newco locali, agenti, distribuzione, marketplace digitali, finanza agevolata), con business plan, diagrammi di Gantt e studi di risk management. E un equilibrio tra risorse e obiettivi, dove il "solo" fatturato non significa conquista del territorio: l'obiettivo primario è l'awareness del brand per performance di lungo raggio. Decidi chi vuoi essere, che azienda vuoi essere e dove andare.
Oggi contano il personal branding con un codice etico coerente, le certificazioni riconosciute a livello internazionale (ESG, CSRD, ISO) per entrare nelle liste dei fornitori sostenibili, il pay-off, le immagini e i video che raccontano la produzione, il brand licensing, le fiere smart e l'e-commerce, gli smart tag per tracciare la filiera. E il principio della doppia materialità: come la sostenibilità influenza le performance e come l'attività impatta su società e ambiente.
Siamo arco, siamo frecce, siamo obiettivo, siamo concentrazione e allenamento: fisco, contratti, marchio, business plan, marketing, trasporti, assicurazioni, pagamenti, intelligenza artificiale sono un tutt'uno nel percorso di export.
Come dice Churchill, ottimista è colui che vede nelle difficoltà nuove opportunità. E come dice John Shedd, una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite. Buona lettura, e grazie per la stima e la fiducia.



